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........... Eranos Program 2026, Programma Eranos 2026

........... The 2026 program is possible thank to the generosity of the following agencies:
...........Comune di Ascona, Cantone Ticino, Fortitude; BancaStato

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........Eranos-Jung Lectures (EJL) 2026:
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........ A Junghian lexicon for our times.../
........ Un lessico Junghiano per i nostri tempi...
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........ - 13.02.26, EJL01, S Carta (Univ Cagliari) Un'ecologia dell'immaginazione ...
........ - 20.03.26, EJL02, M. Ferrando (artista) Riattraversare il ponte del sogno...
........ - 22.05.26, EJL03, P. Barone (AIPA Milano) La vita psichica nell'epoca dell'evanescenza...
........ - 23.10.26, EJL04, S. Thanopulos (SPI) Eros e malinconia
........ - 20.11.26, EJL05, S. Ronchey (Univ Studi Roma 3) L'ultima immagine di James Hillman
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....... - 11.12.26, EJL06, F. Merlini (Eranos, SUFFP Lugano) L'anima e il tempo della noia...
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  • Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.
  • In 2026, the Eranos Foundation intends to honor a figure who has brought prestige to the history of its meetings. This figure is the American psychologist James Hillman (1926-2011), whose 100th birthday is being celebrated this year. A highly regarded speaker at the famous Eranos Tagungen on several occasions, his innovative and courageous thinking contributed to the cultural renewal of analytical psychology, developing Jung's intuition of archetypes in unexpected directions and decisively returning the psyche to its imaginal role&emdash;more than a terrain to be interpreted, a horizon to be recognized and inhabited. This year, as we did last year with Carl Gustav Jung on the 150th anniversary of his birth, we do not intend to study Hillman analytically, but rather to be inspired by some of his most disruptive perspectives, allowing them to interact with the issues that concern us most today.

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........ The Eranos' School (ESC) 2025:
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........ Eranos' special events (ESE) 2026
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Eranos Tagung 2026
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Moscia, 09-12 September 2026

CONVEGNO DI ERANOS 2026: "Eclissi del dèmos e tradimenti della democrazia", Casa Eranos, Ascona (Svizzera)

ERANOS CONFERENCE 2026: "Eclipse of the Dèmos and Betrayals of Democracy", Casa Eranos, Ascona (Switzerland)

ERANOS CONFÉRENCE 2026: "Éclipse du dèmos et trahisons de la démocratie", Casa Eranos, Ascona (Suisse)

ERANOS TAGUNG 2026: "Eklipse des Dèmos und Verrat an der Demokratie " Casa Eranos, Ascona (Schweiz)

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Synopsis
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Una società che fa dell'immediatezza il suo principale alleato, tanto da definire "reale" quel tempo che si afferma annullando sé stesso, è una società che crede di poter fare a meno di tutte quelle strutture di intermediazione dove la creazione del valore (economico, sociale, individuale) emerge attraverso la dimensione diacronica del tempo della durata, anziché attraverso quella sincronica dell'istantaneità. In un simile quadro, si impone la questione di quale concezione di dèmos possa ancora risultare plausibile e se sia ancora possibile parlare di "popolo" in senso propriamente politico. Può esserci ancora humanitas (il termine con cui si nomina la solidarietà, la giustizia, l'uguaglianza, il riconoscimento e quindi l'inclusività) là dove l'individualismo delle nostre società sembra essere solo in grado di prestare attenzione alle necessità della particolarità? E senza humanitas può ancora darsi un dèmos così come lo hanno pensato idealmente le democrazie moderne? E ancora: se proprio non è possibile farne a meno, vi è modo di pensare la particolarità senza dover rinunciare all'universalità? Senza dunque cedere alle derive regressive ed esclusiviste dell'éthnos? L'odierna crisi della democrazia riflette l'affermarsi di rivendicazioni identitarie dove le ragioni della divisività fanno premio su quelle della coesione e della mutua responsabilità. Ma là dove una società perde il senso della comunità, quale idea di dèmos può ancora sopravvivere? Naturalmente, ci sono buone ragioni per spiegare questa deriva. La vulnerabilità della democrazia richiede un esercizio di costante manutenzione. I suoi valori o trovano il modo di incarnarsi nelle nostre pratiche di vita o rimangono vuoti simulacri. Non possono, cioè, sopravvivere nel solo regno delle idee. Occorre che essi trovino lo spazio e le risorse per essere agiti quotidianamente. In assenza di ciò, vi è solo risentimento, aggressività e conflitto. Tutto ciò è oggi all'ordine del giorno a diversi livelli del vivere sociale: basti pensare all'impasse in cui è finita l'attività lavorativa, dove alla continua richiesta di incremento della performatività corrisponde una capacità di rappresentanza in costante declino, con appunto tutti gli effetti di fragilizzazione e di rancore che ciò comporta. In questo scenario, la posta in gioco non è semplicemente la tenuta di istituzioni formali, ma la possibilità stessa di ricostruire un orizzonte di senso condiviso in cui il dèmos non coincida né con la somma di individui autoreferenziali né con il ripiegamento identitario dell'éthnos. Se la democrazia vuole sottrarsi alla logica dell'istantaneità e alla frammentazione che ne deriva, deve tornare a investire sul tempo lungo delle pratiche, delle relazioni e delle mediazioni, là dove l'universalità non cancella la particolarità ma la rende intelligibile e comunicabile. L'humanitas, allora, non può essere pensata come un residuo morale di un passato idealizzato, bensì come un compito politico sempre incompiuto, che richiede luoghi, tempi e dispositivi capaci di sostenere l'esperienza della reciprocità e della mutua responsabilità. Solo in questa prospettiva il demos può riacquistare spessore, non come dato immediato o identità chiusa, ma come costruzione storica fragile e continuamente esposta, che vive della cura quotidiana dei suoi legami e della capacità di riconoscere, nel conflitto stesso, una possibilità di coesione e di futuro condiviso.

 

A society that makes immediacy its main ally, to the extent that it defines as 'real' that time which asserts itself by cancelling itself out, is a society that believes it can do without all those intermediary structures where the creation of value (economic, social, individual) emerges through the diachronic dimension of duration, rather than through the synchronic dimension of instantaneity. In such a context, the question arises as to what conception of dèmos can still be plausible and whether it is still possible to speak of 'people' in a strictly political sense. Can there still be humanitas (the term used to refer to solidarity, justice, equality, recognition, and therefore inclusiveness) where the individualism of our societies seems only capable of paying attention to the needs of particularity? And without humanitas, can there still be a dèmos as ideally conceived by modern democracies? And again: if it is really impossible to do without it, is there a way of thinking about particularity without having to renounce universality? Without, therefore, giving in to the regressive and exclusivist tendencies of éthnos? Today's crisis of democracy reflects the rise of identity claims where the reasons for division take precedence over those of cohesion and mutual responsibility. But where a society loses its sense of community, what idea of démos can still survive? Of course, there are good reasons to explain this drift. The vulnerability of democracy requires constant maintenance. Its values either find a way to be embodied in our practices of life or remain empty simulacra. That is, they cannot survive in the realm of ideas alone. They need to find the space and resources to be acted upon on a daily basis. In the absence of this, there is only resentment, aggression, and conflict. All this is now commonplace at various levels of social life: just think of the impasse in which work has ended up, where the constant demand for increased performance is matched by a steadily declining capacity for representation, with all the effects of fragility and resentment that this entails. In this scenario, what is at stake is not simply the stability of formal institutions, but the very possibility of rebuilding a shared horizon of meaning, in which the démos does not coincide with either the sum of self-referential individuals or the identity-based retreat of the éthnos. If democracy wants to escape the logic of instantaneity and the fragmentation that comes with it, it must return to investing in the long term of practices, relationships, and mediations, where universality does not erase particularity but makes it intelligible and communicable. Humanitas, then, cannot be thought of as a moral residue of an idealized past, but rather as an ever-unfinished political task that requires places, times, and devices capable of sustaining the experience of reciprocity and mutual responsibility. Only in this perspective can the demos regain depth, not as an immediate given or a closed identity, but as a fragile and continuously exposed historical construction, which thrives on the daily care of its bonds and the ability to recognise, in conflict itself, a possibility for cohesion and a shared future.

Une société qui fait de l'immédiateté son principal allié, au point de définir comme « réel » ce temps qui s'affirme en annulant soi-même, est une société qui croit pouvoir se passer de toutes ces structures d'intermédiation où la création de valeur (économique, sociale, individuelle) émerge à travers la dimension diachronique du temps de la durée, plutôt qu'à travers celle, synchronique, de l'instantanéité. Dans un tel contexte, la question se pose de savoir quelle conception du dèmos peut encore être plausible et s'il est encore possible de parler de « peuple » au sens proprement politique. Peut-il encore y avoir humanitas (le terme qui désigne la solidarité, la justice, l'égalité, la reconnaissance et donc l'inclusivité) là où l'individualisme de nos sociétés semble seulement capable de prêter attention aux besoins de la particularité ? Et sans humanitas, peut-il encore y avoir un dèmos tel que l'ont idéalement conçu les démocraties modernes ? Et encore : s'il n'est vraiment pas possible de s'en passer, y a-t-il un moyen de penser la particularité sans renoncer à l'universalité ? Sans céder aux dérives régressives et exclusivistes de l'éthnos ? La crise actuelle de la démocratie reflète l'affirmation de revendications identitaires où les raisons de la division l'emportent sur celles de la cohésion et de la responsabilité mutuelle. Mais là où une société perd le sens de la communauté, quelle idée de dèmos peut encore survivre ? Bien sûr, il y a de bonnes raisons pour expliquer cette dérive. La vulnérabilité de la démocratie nécessite un exercice d'entretien constant. Si ses valeurs ne trouvent pas le moyen de s'incarner dans nos pratiques de vie, elles restent des simulacres vides. Elles ne peuvent donc pas survivre dans le seul domaine des idées. Elles doivent trouver l'espace et les ressources nécessaires pour être mises en œuvre quotidiennement. En l'absence de cela, il n'y a que ressentiment, agressivité et conflit. Tout cela est aujourd'hui à l'ordre du jour à différents niveaux de la vie sociale : il suffit de penser à l'impasse dans laquelle se trouve le monde du travail, où la demande constante d'augmentation de la performance correspond à une capacité de représentation en déclin constant, avec tous les effets de fragilisation et de rancœur que cela implique. Dans ce scénario, l'enjeu n'est pas simplement le maintien des institutions formelles, mais la possibilité même de reconstruire un horizon de sens partagé dans lequel le dèmos ne coïncide ni avec la somme d'individus autoréférentiels ni avec le repli identitaire de l'éthnos. Si la démocratie veut échapper à la logique de l'instantanéité et à la fragmentation qui en découle, elle doit revenir à investir dans le temps long des pratiques, des relations et des médiations, là où l'universalité n'efface pas la particularité mais la rend intelligible et communicable. L'humanitas ne peut donc être considérée comme un résidu moral d'un passé idéalisé, mais plutôt comme une tâche politique toujours inachevée, qui nécessite des lieux, des temps et des dispositifs capables de soutenir l'expérience de la réciprocité et de la responsabilité mutuelle. Ce n'est que dans cette perspective que le demos peut retrouver toute sa profondeur, non pas comme une donnée immédiate ou une identité fermée, mais comme une construction historique fragile et continuellement exposée, qui vit de l'entretien quotidien de ses liens et de sa capacité à reconnaître, dans le conflit lui-même, une possibilité de cohésion et d'avenir partagé.

Eine Gesellschaft, die die Unmittelbarkeit zu ihrem wichtigsten Verbündeten macht, so sehr, dass sie jene Zeit als „real" definiert, die sich selbst aufhebt, ist eine Gesellschaft, die glaubt, auf all jene Vermittlungsstrukturen verzichten zu können, in denen die Schaffung von (wirtschaftlichem, sozialem, individuellem) Wert durch die diachrone Dimension der Dauer und nicht durch die synchrone Dimension der Unmittelbarkeit entsteht. In einem solchen Rahmen stellt sich die Frage, welche Vorstellung von dèmos noch plausibel sein kann und ob es noch möglich ist, im eigentlichen politischen Sinne von „Volk" zu sprechen. Kann es noch humanitas (der Begriff, mit dem Solidarität, Gerechtigkeit, Gleichheit, Anerkennung und damit Inklusivität bezeichnet werden) geben, wo der Individualismus unserer Gesellschaften nur in der Lage zu sein scheint, auf die Bedürfnisse der Besonderheit zu achten? Und kann es ohne humanitas noch einen dèmos geben, wie ihn sich die modernen Demokratien idealerweise vorgestellt haben? Und weiter: Wenn es wirklich nicht möglich ist, darauf zu verzichten, gibt es dann eine Möglichkeit, das Besondere zu denken, ohne auf das Allgemeine verzichten zu müssen? Ohne also den regressiven und exklusivistischen Tendenzen des éthnos nachzugeben? Die heutige Krise der Demokratie spiegelt das Aufkommen identitärer Forderungen wider, bei denen die Gründe für Spaltung Vorrang vor denen für Zusammenhalt und gegenseitige Verantwortung haben. Aber wo eine Gesellschaft den Sinn für Gemeinschaft verliert, welche Idee von dèmos kann dann noch überleben? Natürlich gibt es gute Gründe, die diese Entwicklung erklären. Die Verletzlichkeit der Demokratie erfordert eine ständige Pflege. Ihre Werte müssen entweder in unseren Lebenspraktiken Gestalt annehmen oder sie bleiben leere Scheinbilder. Sie können also nicht allein im Reich der Ideen überleben. Sie müssen den Raum und die Ressourcen finden, um täglich gelebt zu werden. Fehlen diese, gibt es nur Ressentiments, Aggressivität und Konflikte. All dies ist heute auf verschiedenen Ebenen des sozialen Lebens an der Tagesordnung: Man denke nur an die Sackgasse, in die die Arbeitswelt geraten ist, wo der ständigen Forderung nach Leistungssteigerung eine ständig abnehmende Repräsentationsfähigkeit gegenübersteht, mit all den damit verbundenen Auswirkungen wie Fragilisierung und Ressentiments. In diesem Szenario geht es nicht nur um den Erhalt formaler Institutionen, sondern um die Möglichkeit, einen gemeinsamen Sinnhorizont wiederherzustellen, in dem der dèmos weder mit der Summe selbstbezogener Individuen noch mit der identitären Rückbesinnung des ethnos übereinstimmt. Wenn die Demokratie sich der Logik der Unmittelbarkeit und der daraus resultierenden Fragmentierung entziehen will, muss sie wieder in die Langzeitwirkung von Praktiken, Beziehungen und Vermittlungen investieren, wo Universalität das Besondere nicht auslöscht, sondern verständlich und kommunizierbar macht. Die humanitas kann daher nicht als moralischer Rest einer idealisierten Vergangenheit betrachtet werden, sondern als eine immer unvollendete politische Aufgabe, die Orte, Zeiten und Mittel erfordert, die in der Lage sind, die Erfahrung der Gegenseitigkeit und der gegenseitigen Verantwortung zu unterstützen. Nur in dieser Perspektive kann der Demos wieder an Bedeutung gewinnen, nicht als unmittelbare Gegebenheit oder geschlossene Identität, sondern als fragiles und ständig exponiertes historisches Konstrukt, das von der täglichen Pflege seiner Bindungen und der Fähigkeit lebt, im Konflikt selbst eine Möglichkeit des Zusammenhalts und einer gemeinsamen Zukunft zu erkennen.

 Relatori / Speakers / Conférenciers:

- Nnnn Nnnn (Affiliation),

- Nnnn Nnnn (Affiliation),

- Nnnn Nnnn (Affiliation),

- Nnnn Nnnn (Affiliation),

 

 

Moderatori Scuola dottorale /
Chairpersons of the PhD school

- Dimitri D'Andrea (Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali)

- Adriano Fabris (Università di Pisa - Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere; Università della Svizzera Italiana USI - Facoltà di Teologia di Lugano)

- Gabriele Guerra ("Sapienza" Università di Roma - Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali)

- Camilla Miglio ("Sapienza" Università di Roma - Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali)

- Amelia Valtolina (Università di Bergamo - Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione)

Conferenze in italiano o francese

Conferences in Italian or french

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Introduction

Since 2011, the Eranos Foundation focussed part of its program to the series of evening conferences called Eranos-Jung Lecures and held at the Monte Verità.
The leading theme of the EJL for the year 2025 was
A Junghian Lexicon For Our Times: Guilt, Soul, Conflict, Time, Knowledge. For the coming year ,the conference cycle will be dedicated to a figure who has brought prestige to the history of ithe Eranos meetings. This figure is the American psychologist James Hillman (1926-2011), whose 100th birthday is being celebrated this year.:.
The Eranos Tagung 2026 will be dedicated to the theme
Eclipse of the Dèmos and Betrayals of Democracy and will be opened to the public according to the capacity of the lecture hall in Moscia.
In 2026 we still shall offer workshops and special events. The program details and coordinates will be regularly updated on this web site and communicated to our registered friends and followers.
The Eranos Foundation Council welcomes all the interessees to keep following our program and to join these various activities.

.Introduzione

Dal 2011 la nostra Fondazione ha integrato nel suo programma le cosiddette Eranos-Jung Lectures, conferenze serali al Monte Verità che hanno regoiarmente avuto un grande successo.
Nel 2024 il tema conduttore delle EJL era Un lessico junghiano per i nostri tempi: colpa, anima, conflitto, tempo, cura, conoscenza. Per la serie di quest'anno Eranos propone un omaggio per il centenario dalla dalla nascita di James Hillman: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita . A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetip.
La Eranos Tagung 2026 avrà invece come tema Eclissi del dèmos e tradimenti della democrazia e concederà accesso al pubblico interessato fino a completamento della capacità di accoglienza della sala conferenze di Moscia, perpetuando il simposio di sabato.
Anche nel 2024 offriremo workshops e diversi eventi speciali
I dettagli di tutte le componenti del programma saranno regolarmente aggiornati su questo WEB site e saranno comunicati al pubblico registrato sul nostro indirizzario.
La Fondazione invita tutti gli interessati a continuare a seguirci con fedeltà e ad aiutarci ad allargare la cerchia del nostro pubblico
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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 01,
Stefano Carta: "Un'ecologia dell'immaginazione come immaginazione dell'ecologia. L'eredità visionaria dell'universo introverso di James Hillman"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
Venerdì 13 febbraio 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: Venerdì 13 febbraio 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
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"Un'ecologia dell'immaginazione come immaginazione dell'ecologia.
L'eredità visionaria dell'universo introverso di James Hillman"
- Nnnn Nnnn (Università xxx)
- Chairman, Fabio Merlini
- Discussione
- Apéritif dinatoire

Cliccare qui per visualizzare/scaricare il flyer PDF

Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
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Biografia e profilo del relatore
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Immagini della serata

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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 02,
Monica Ferrando: "Riattraversare il ponte del sogno: le arti e il mondo infero"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
Venerdì 20 marzo 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: Venerdì 20 marzo 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
-
"Riattraversare il ponte del sogno: le arti e il mondo infero"
- Monica Ferrando (artista
- Chairman, Fabio Merlini
- Discussione
- Apéritif dinatoire

Cliccare qui per visualizzare/scaricare il flyer PDF

Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
Dinnanzi alla tirannide del visivo scaduto a seduttiva funzione di controllo, il mondo infero resta il solo argine. È stato James Hillman, nella discesa ad esso attraverso "il ponte del sogno", a mostrarne la crescente quanto disertata esigenza. Ci si chiede allora se non sia proprio questo spazio/tempo dell'anima, nella sua qualità di inesauribile largizione dell'ombra e del sogno, il crogiolo di un'immagine restituita al suo legame generativo con l'invisibile. Se l'attrazione nel mondo notturno, quale resa anche dolorosa a un processo di mediazione ineffettuale e rinuncia a ogni fine difensivo, proprio comportando una messa in questione dell'io eroico e delle sue diurne pretese, non possa generare, come Maia Ermes nell'antro arcade, un'immagine non asservita, particola del mundus immaginalis intrinseca all'anima del mondo nel suo movimento imprevedibile di sorgiva autonomia; autonomia che, come erotica genitività, potrà anche aprirsi alle arti del visibile a patto di tornare a collegare il visibile di ge all'invisibile di chton.

Biografia e profilo della relatrice
Monica Ferrando ha studiato filosofia e pittura a Torino e poi a Berlino, con il pittore astratto Frank Badur. Ha esordito nel 1991 a Mantova con una mostra dal titolo Kore, presentata da Ruggero Savinio. Da allora ha tenuto mostre personali, a Gelsenkirchen-Buer, Firenze, Milano, Scicli, Francoforte e ha partecipato a varie mostre collettive, tra le quali la Biennale di Venezia del 2011. Nel 2001 suoi pastelli sono entrati a far parte della collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Nello stesso anno ha ricevuto il Premio per la Pittura Tarquinia-Cardarelli. Ha tradotto e curato le edizioni italiane de I nomi degli dei di Herman Usener; Ercole al bivio di Erwin Panofsky; La pittura e lo sguardo di Avigdor Arikha; La fiorente materia del tutto di Gustav Sjöberg; e Luoghi etruschi di D.H. Lawrence. È autrice, con Arturo Schwarz, di Avigdor Arikha; con Giorgio Agamben, di La ragazza indicibile. Mito e mistero di Kore. Ha inoltre pubblicato L'oro e le ombre (2015), Il regno errante. L'Arcadia come problema politico (2018), L'elezione e la sua ombra. Il cantico tradito (2022), Arcadia sacra (2024) e Un anno con Platone (2024). Poesie sono state pubblicate in "Smerillana" e in "Snow lit. rev." (tr. Barry Schwabsky). Ha illustrato la traduzione di A. Barnett delle poesie di Elsa Morante (Alibi and Narcissus, 2024). Una monografia dell'opera pittorica è stata curata da Francesco Donfrancesco (2000). Tra le sue mostre recenti, menzioniamo On White (Londra, 2019), Bianco nero. In levità passare (Roma, 2020), La voce della terra, ceramiche (Deruta, 2025, testi di F. Cuniberto, E. Dattilo e N. Stringa). Dirige la rivista online "De pictura".

 

Immagini della serata

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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 03,
Paulo Barone: "La vita psichica nell'epoca dell'evanescenza: Hillman oggi"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
venerdì 22 maggio 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: venerdì 22 maggio 2026 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
-
"La vita psichica nell'epoca dell'evanescenza: Hillman oggi"
- Paulo Barone (Associazione Italiana di Psicologia Analitica, Milano)
- Chairman, Fabio Merlini
- Discussione
- Apéritif dinatoire

Cliccare qui per visualizzare/scaricare il flyer PDF

Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
L'idea di una vita psichica capace di superare le sue divisioni e di riunificarsi attraverso le sue vicissitudini e sofferenze deve molto al pensiero di James Hillman. A partire, infatti, dall'introduzione della nozione di inconscio da parte di Freud e di Jung che hanno relativizzato la visione centrata sulla coscienza dell'Io allora dominante, è stato soprattutto Hillman a mostrare come quest'opera di relativizzazione fosse appena agli esordi, dato che il predominio della coscienza dell'io persisteva sottilmente nel metodo stesso della psicoanalisi che s'incaricava di combatterlo. Per Hillman si è trattato così di portare a compimento il processo di de-letteralizzazione cominciato con l'introduzione dell'inconscio, trasformando ogni dualismo letterale in cui la mente è bloccata impaurita in un ponte metaforico da attraversare liberamente. Trasforma fino in fondo il tuo deposito letterale in immagini: questa la regola di Hillman, quasi una replica della tradizionale raccomandazione di vivere fino in fondo, realizzando tutte le possibilità a tua disposizione. Ma a che condizioni si dà una simile opportunità quando il tempo in cui viviamo culmina nell'evanescenza di ogni sua forma e figura? C'è un fondo, un'immagine, nell'evanescenza che contraddistingue il nostro tempo?

Biografia e profilo del relatore
Paulo Barone, laureato in Medicina e in Filosofia e specializzato in Psichiatria, è analista didatta dell'Associazione Italiana di Psicologia Analitica (AIPA, Milano). Ha ottenuto la Habilitation à diriger des recherches (HDR) in Filosofia a Paris 8 (Francia) ed è Honorary Professor presso il Sanskriti Sanvardhan & Sanshodhan Pratishthan a Mumbai (India). Tra i suoi libri, menzioniamo qui Età della polvere. Giacometti, Heidegger, Kant, Hegel, Schopenhauer e lo spazio estetico della caducità (1999), Lo junghismo. Sfiguramento e resti della vita psichica (2004), Spensierarsi. Raimon Panikkar e la macchina per cinguettare (2007), Utopia del presente (2012), Mystical Survival. The Geography of the Infinitely Near (2012) e Benares. Atlante del XXI secolo (2019). I suoi lavori più recenti sono Giacometti et la fleur en danger (2023) e Il bisogno di introversione. La vocazione segreta del mondo contemporaneo (2023).

 

Immagini della serata

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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 04,
Sarantis Thanopulos: "Eros e malinconia"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
venerdì 23 ottobre 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: venerdì 23 ottobre 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
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"Eros e malinconia"
- Sarantis Thanopulos (Società Psicoanalitica Italiana)
- Chairman, Fabio Merlini
- Discussione
- Apéritif dinatoire

Cliccare qui per visualizzare/scaricare il flyer PDF

Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
L'essere umano è segnato, sia sul piano dell'evoluzione naturale e culturale sia sul piano ontogenetico, da una mancanza originaria nel senso di sé: nasce privo della possibilità di bastare a se stesso e dipendente, perché non cada nell'insensatezza (la perdita del senso di esistere tra cose esistenti) dalla sua co-costituzione con le altre soggettività e con il mondo naturale. Nel corso della sua evoluzione è diventata centrale nella sua ontogenesi la relazione primaria con la madre. È all'interno di questa relazione, che diventa il referente (insieme metaforico e metonimico) di tutte le relazioni, dirette o indirette, con il suo ambiente di vita, che si concepisce illusoriamente, grazie alla grande costanza delle cure materne, come tutt'uno con il mondo e come un essere in sé. In questo modo la mancanza originaria oggettiva non irrompe nella sua ontogenesi soggettiva destrutturandola. Il venire meno della costanza delle cure materne, necessario perché il soggetto umano sorgente occupi un posto non solo illusorio nel mondo, è il momento in cui ci si trova "mutilati di madre", si vive la perdita di ciò che vissuto come parte di sé sta emergendo come altro da sé. Questo è il momento propriamente malinconico della nostra esistenza: la mancanza originaria può essere contenuta e esperita come perdita vivibile di qualcosa che è in transizione tra il Sé e il fuori di Sé. Se la madre resta presente nel legame, insieme al resto del mondo, la distanza tra sé e ciò che è all'esterno di sé diventa lo spazio malinconico della mancanza dell'altro che spinge il soggetto sorgente fuori dal suo centro di gravità. La mancanza dell'altro fa del desiderio la forza che estroverte il soggetto alla vita, legando indissolubilmente l'Eros alla malinconia. La mancanza originaria di essere diventa la forma malinconica-erotica che forgia la nostra reale esistenza: l'essere nella mancanza dell'altro.

Biografia e profilo del relatore
Sarantis Thanopulos, nato in Grecia, psicoanalista specializzato in psichiatria, vive e lavora a Napoli. Membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), ne è stato presidente dal 2022 al 2025. La sua ricerca riguarda principalmente la trasmissione del dolore psichico attraverso le generazioni, lo spazio onirico dell'esperienza, la tragedia greca, le declinazioni della sessualità, il rapporto fra psicoanalisi e femminilità, e fra psicoanalisi e società. Ha pubblicato i seguenti libri: Metapsicologia oggi (con Olga Pozzi, 2005), Eredità della tragedia (con Andreas Giannakoulas, 2006), Ipotesi gay. Materiali per un confronto (con Olga Pozzi, 2006), Lo spazio dell'interpretazione (2009), Desiderio e legge (con Fabio Ciaramelli, 2016), Il desiderio che ama il lutto (2016), Psicoanalisi delle psicosi. Prospettive attuali (a cura di Riccardo Lombardi e Luigi Rinaldi, 2018), Verità nascoste. Riflessioni inattuali sulla vita comune (2018), Il diavolo veste ISIS. Lo straniero di casa (2018), La solitudine della donna (2018), La città e le sue emozioni (2019) e il più recente Il pensiero affettivo (con Ginevra Bompiani, 2024). Ha collaborato a lungo con il Manifesto e attualmente collabora con l'Huffighthon Post.

 

Immagini della serata

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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 05,
Silvia Ronchey: "L'ultima immagine di James Hillman"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
venerdì 20 novembre 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: venerdì 20 novembre 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
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"L'ultima immagine di James Hillman"
- Silvia Ronchey (Università degli Studi Roma Tre)
- Chairman, Fabio Merlini
- Discussione
- Apéritif dinatoire

Cliccare qui per visualizzare/scaricare il flyer PDF

Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
"Morire è l'essenza della vita", diceva James Hillman in quel momento di confine tra il suo vivere e il suo morire, in cui "il tempo è fermo, le lancette sono puntate sull'essenza ultima": quel fermo-vita che più estesamente narra L'ultima immagine, il libro-testamento uscito per il decimo anniversario della sua morte (2021) e di cui ora, nell'anniversario della nascita, esce l'edizione inglese. Questo ricordo degli ultimi giorni di vita di Hillman vuole testimoniare il lavoro di autoanalisi e di introspezione che svolse con strenua lucidità alla soglia tra l'essere e il non essere: un lavoro sull'immagine e con l'immagine. Perché il tragitto dall'uno all'altro stato e la sua esplorazione interiore non possono che essere costituiti da immagini, essendone costituita la psiche stessa. Una profonda riflessione sul fare-anima come fare-immagine che è l'ultima eredità del pensiero di Hillman, còlta nell'azzurra regione del trapasso fra anima individuale e anima del mondo.

Biografia e profilo della relatrice
Silvia Ronchey è professore ordinario di Civiltà bizantina all'Università di Roma Tre. Oltre ai numerosi saggi specialistici e alle traduzioni dal greco bizantino, come quella della Cronografia di Michele Psello (Fondazione Lorenzo Valla, 1984), ha scritto libri di ampia diffusione, tra i quali ricordiamo L'aristocrazia bizantina (con Alexander Kazhdan, 1998; 1999), Lo stato bizantino (2002; 2019), L'enigma di Piero (2006), Il guscio della tartaruga (2009), Il romanzo di Costantinopoli (con Tommaso Braccini, 2010), Ipazia. La vera storia (2010, di cui è uscita nel 2023 un'edizione paperback ampliata e aggiornata, sia in italiano sia in inglese), Storia di Barlaam e Ioasaf. La vita bizantina del Buddha (2012), l'edizione critica del commento di Eustazio di Tessalonica al canone giambico sulla Pentecoste (2014) e La cattedrale sommersa. Alla ricerca del sacro perduto (2017). Scrive sulle pagine culturali dei giornali italiani dal 1989. Per più di vent'anni ha collaborato regolarmente a La Stampa e al suo supplemento "Tuttolibri"; collabora regolarmente a La Repubblica e al suo supplemento "Robinson". È stata autrice e conduttrice di programmi televisivi per la RAI, tra cui "L'altra edicola" (RaiDue, 1994-1999) e "Fino alla fine del mondo" (RaiDue, 1999). Ha realizzato interviste a testimoni del secolo, quali Claude Lévi-Strauss, James Hillman, Ernst Jünger, Jean-Pierre Vernant e Elémire Zolla. L'incontro con James Hillman, in particolare, ha dato origine a una duratura collaborazione che si è espressa, oltre che nelle interviste televisive, nei due libri-dialogo L'anima del mondo (1999) e Il piacere di pensare (2001), protraendosi fino alla scomparsa di Hillman: il loro ultimo libro-dialogo, L'ultima immagine (2021), è uscito postumo nel decennale della morte. Tra i suoi programmi radiofonici, si segnalano il ciclo sulla caduta di Costantinopoli in "Alle 8 della Sera" (RadioRaiDue), la serie sul melodramma antico, medievale e bizantino in "Di tanti palpiti" (RadioRaiTre) e le serie "Contaminazioni del sacro", "Il buddhismo e l'occidente" e "Queste anime viventi: animali, anima, mondo" (RadioRaiTre

 

Immagini della serata

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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 06,
Fabio Merlini: "L'anima e il tempo della noia: sintomo, peccato o rivelazione?"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
Venerdì 11 dicembre 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: Venerdì 11 dicembre 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
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"L'anima e il tempo della noia: sintomo, peccato o rivelazione?"
- Fabio Merlini (Fondazione Eranos, Ascona / SUFFP, Lugano)
- Chairman, Sandro Rusconi
- Discussione
- Apéritif dinatoire

Cliccare qui per visualizzare/scaricare il flyer PDF

Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
X in preparazione.

Biografia e profilo del relatore
Fabio Merlini, filosofo, è Direttore Regionale della Scuola Universitaria Federale per la Formazione Professionale (SUFFP) di Lugano e, dal 2010, Presidente della Fondazione Eranos di Ascona. Nel 1998 è stato nominato privat-docent all'Università di Losanna, in Svizzera, dove ha insegnato Filosofia della cultura. Successivamente, dal 1999 al 2003, ha insegnato Filosofia sistemica ed è stato nominato professore di Epistemologia delle scienze umane all'Università di Losanna. Dal 2003 al 2011 ha insegnato Etica della comunicazione all'Università dell'Insubria (Varese). Ha presieduto la Commissione culturale del Cantone Ticino dal 2012 al 2019. Dal 1996 al 2000 ha co-diretto il Groupe de Recherche sur l'Ontologie de l'Histoire presso gli Archivi Hussler della École Normale Supérieure di Parigi, i cui lavori &endash; Après la fin de l'histoire (1998), Historicité et spatialité (2001) e Une histoire de l'avenir (2004) &endash; sono stati pubblicati dall'editore Vrin. Tra i suoi libri, ricordiamo La comunicazione interrotta. Etica e politica nel tempo della "rete" (2004), L'efficienza insignificante. Saggio sul disorientamento (2009, apparso in francese come L'époque de la performance insignifiante. Réflexions sur la vie désorientée, 2011), Schizotopies : Essai sur l'espace de la mobilisation (2013, poi pubblicato in italiano come Ubicumque. Saggio sul tempo e lo spazio della mobilitazione, 2015), L'architettura inefficiente (con L. Snozzi, 2014, edito anche in francese come L'architecture inefficiente, 2016), Catastrofi dell'immediatezza (con S. Tagliagambe, "I saggi di Eranos", Vol. 3, 2016) e Triste esthétique. Essais sur les catastrophes de l'immédiateté (2018, apparso anche in italiano con il titolo L'estetica triste. Seduzione e ipocrisia dell'innovazione, 2019). Il suo libro più recente è Ritornare in sé. L'interiorità smarrita e l'infinita distrazione (2022). Ha inoltre curato i volumi collettanei Nuove tecnologie e nuove sensibilità. Comunicazione, identità, formazione (2005), Identità e alterità. Tredici esercizi di comprensione (con E. Boldrini, 2006), Per una cultura della formazione al lavoro. Studi e analisi sulla crisi dell'identità professionale (con L. Bonoli, 2010) e Semi ad usum praesentis. Un incontro sul pensiero di Jean-Jacques Rousseau (2013). Ha inoltre collaborato al Cahier de l'Herne dedicato a Friedrich Nietzsche in occasione del centenario della sua morte (2000) e, insieme ad autori quali J. Derrida, P. Ricoeur e M. Crépon, ha contribuito al volume collettaneo La philosophie au risque de la promesse (2004). Con Riccardo Bernardini, ha curato l'edizione originale di Rinascere. Testo e appunti della conferenza tenuta a Eranos nel 1939 di Carl Gustav Jung (2020). Tra le sue opere di poesia, Filo di perle. Poesie liriche in tre tempi (2015). È Docente presso l'Istituto di Psicologia Analitica e Psicoterapia (IPAP), Scuola di Specializzazione in Psicoterapia (Ivrea, Italia).

 

 

Immagini della serata

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Rassegna Eranos-Jung Lectures 2026, Evento 0x,
Nnnn Nnnn: "Titolo"
Conferenza, Monte Verità Ascona,
Venerdì dd mmmm 2026, ore 18:30

Conferenza in Italiano

 


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Coordinate: Venerdì dd mmmm 2026, ore 18:30
Monte Verità Ascona, Auditorio

Nel 2026 la Fondazione Eranos intende onorare una personalità che ha dato lustro alla storia dei suoi incontri. Si tratta dello psicologo americano James Hillman (1926-2011), di cui si festeggia quest'anno il centesimo anniversario della nascita. Il fil rouge si definisce con il titolo: Guidati dal daimon. Eredità di James Hillman (1926-2011) a cento anni dalla nascita .A più riprese apprezzato relatore alle celebri Eranos Tagungen, con il suo pensiero innovativo e coraggioso Hillman ha contribuito a rinnovare culturalmente la psicologia analitica, sviluppando in direzioni inaspettate l'intuizione junghiana degli archetipi e riconducendo in modo deciso la psiche al suo ruolo immaginale &endash; più che un terreno da interpretare, un orizzonte da riconoscere e abitare. Anche quest'anno, come già abbiamo fatto lo scorso anno con Carl Gustav Jung del quale ricorreva il 150° anniversario della nascita, non intendiamo studiare in modo analitico la figura di Hillman, bensì lasciarci ispirare da alcune delle sue più dirompenti prospettive, facendole interagire con le questioni che più ci preoccupano oggi.

Programma della serata:
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"Titolo"
- Nnnn Nnnn (Università xxx)
- Chairman, Fabio Merlini
- Discussione
- Apéritif dinatoire

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Alla fine della conferenza sarà offerto un aperitivo.
L'ingresso è gratuito.

È gradita l'iscrizione
via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org,
o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92

Introduzione
Xxxx.

Biografia e profilo del relatore
Xxxx

 

Immagini della serata

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Eranos Tagung 2026: 09-12 September
- Eclissi del dèmos e tradimenti della democrazia
- Eclipse of the Dèmos and Betrayals of Democracy
- Éclipse du dèmos et trahisons de la démocratie
- Eklipse des Dèmos und Verrat an der Demokratie

September 09-12, Eranos Moscia,
Conferenze in Italiano, Francese e Inglese
Conferences in Italian, French and English language

 


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Coordinates / Coordinate:
September 09.12, Eranos Moscia (Open to registered / invited Public)

CLICK Here for Final program
CLICCA qui per scaricare il Programma

Iscrizione obbligatoria | Registration is required
(vedi sotto)
............ .......(see below)

Relatori / Speakers / Conférenciers:

- Nnnn Nnnn (Affiliation),
- Nnnn Nnnn (Affiliation),
- Nnnn Nnnn (Affiliation),
- Nnnn Nnnn (Affiliation),

 

Seminario dottorale coordinato da: / Ph.D. Seminar chaired by / Séminaire doctoral coordonné par: / Doktorandenseminar koordiniert von:

In collaborazione con il Dottorato di ricerca in Studi umanistici transculturali, Università di Bergamo, il Dottorato di ricerca in Filosofia, Università di Pisa e Università di Firenze, il Dottorato di ricerca in Scienze religiose, Facoltà di Teologia di Lugano, il Dottorato di Ricerca in Studi Germanici e Slavi, "Sapienza" Università di Roma e Univerzita Karlova, Praha, e il Dottorato di Ricerca in Mutamento sociale e politico, Università di Firenze e Università di Torino

In collaboration with the Ph.D. program in Transcultural Studies in Humanities, University of Bergamo, the Ph.D. program in Philosophy, University of Pisa and University of Florence, the Ph.D. program in Religious Sciences, Faculty of Theology of Lugano, the Ph.D. program in Germanic and Slavic Studies, 'Sapienza' University of Rome and Univerzita Karlova, Praha, and the Ph.D. program in Social and Political Change, University of Florence and University of Turin

En collaboration avec le Doctorat de recherche en Études humanistes transculturelles, Université de Bergamo, le Doctorat de recherche en Philosophie, Université de Pise et Université de Florence, le Doctorat de recherche en Sciences religieuses, Faculté de Théologie de Lugano, le Doctorat de recherche en études germaniques et slaves, « Sapienza » Université de Rome et Univerzita Karlova, Praha, et le Doctorat de recherche en Changement social et politique, Université de Florence et Université de Turin

In Zusammenarbeit mit dem Doktorandenprogramm für Transkulturellen Geisteswissenschaften, Universität Bergamo, dem Doktorandenprogramm für Philosophie, Universität Pisa und Universität Florenz, dem dem Doktorandenprogramm für Religionswissenschaften, Theologischen Fakultät Lugano, dem Doktorandenprogramm für Germanistik und Slawistik, „Sapienza" Universität Rom und Univerzita Karlova, Praha, und dem Doktorandenprogramm für Sozialem und politischem Wandel, Universität Florenz und Universität Turin

 

Moderatori della Scuola dottorale

- Dimitri D'Andrea (Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali)

- Adriano Fabris (Università di Pisa - Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere; Università della Svizzera Italiana USI - Facoltà di Teologia di Lugano)

- Gabriele Guerra ("Sapienza" Università di Roma - Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali)

- Camilla Miglio ("Sapienza" Università di Roma - Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali)

- Amelia Valtolina (Università di Bergamo - Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione)

 

In memoriam

Dal 2021, la Fondazione Eranos dedica i suoi Convegni annuali (Eranos Tagungen) a una figura straordinaria della storia della medicina contemporanea, il luminare Peter Anton Miescher (1923-2020), e a sua moglie Annatina (1924-2016), compagna di vita, interlocutrice privilegiata, pittrice sensibile. Desidera così esprimere la sua gratidune a due persone che in tempi e modalità diverse hanno mostrato un grande affetto nei confornti della dalla nostra istituzione. Pioniere nello studio delle malattie autoimmuni, Peter Anton Miescher è stato Professore di Medicina al Bellevue Medical Center dell'Università di New York; Professore e Direttore del Centro Trasfusionale e della Divisione di Ematologia clinica e sperimentale all'Università di Ginevra; Consulente di Immunoematologia clinica per l'Organizzazione Mondiale della Sanità; e Consulente per il Ministero della Sanità cinese. I suoi studi teorici e sperimentali, così come la sua pratica clinica, unite a uno spirito innovativo e intrepido, gli hanno consentito di fare importanti scoperte, il cui esito, in ultima analisi, è stato quello di rivoluzionare la cura delle malattie autoimmuni. Uomo di immensa cultura, collezionista e musicista, umanista curioso, negli ultimi anni della sua vita ha voluto condividere con la Fondazione Eranos l'organizzazione di due simposi extra-muros, svoltisi presso il museo del Castello di Tarasp (2018 e 2019), sulle grandi questioni esistenziali che interessano oggi le nostre società. L'amicizia di cui la Fondazione ha potuto beneficiare si è anche tradotta in una importante donazione, grazie alla quale sarà possibile offrire al nostro pubblico un incontro annuale di studio sui temi universali (l'arte, la spiritualità, il senso della vita) che più gli stavano a cuore. Una occasione per conservarne e condividerne la memoria e dimostrare la nostra gratitudine. Per questa ragione la Fondazione ha deciso di proporrre all'interno della Tagung degli anni pari una master lecture da parte di una personalità scientifica che opera nel settore c^della biomedicina.

Since 2021, the Eranos Foundation has dedicated their annual Conferences (Eranos Tagungen) to an extraordinary figure in the history of contemporary medicine, the luminary Peter Anton Miescher (1923-2020), and to his wife Annatina (1924-2016), a life companion, privileged interlocutor, and sensitive painter. It thus wishes to express its gratidune to two people who at different times and in different ways showed great affection in confornti of our institution. A pioneer in the study of autoimmune diseases, Peter Anton Miescher was Professor of Medicine at Bellevue Medical Center of New York University; Professor and Director of the Transfusion Center and Division of Clinical and Experimental Hematology at the University of Geneva; Consultant of Clinical Immunohematology to the World Health Organization; and Consultant for the Chinese Ministry of Health. His theoretical and experimental studies, as well as his clinical practice, combined with an innovative and intrepid spirit, allowed him to make important discoveries whose outcome, ultimately, was to revolutionize the treatment of autoimmune diseases. A man of immense culture, collector and musician, curious humanist, in the last years of his life he wanted to share with the Eranos Foundation the organization of two extra-muros symposia, held at the museum of Tarasp Castle (2018 and 2019), on the great existential questions that affect our societies today. The friendship from which the Foundation was able to benefit also took the form of an important donation, thanks to which it will be possible to offer our audience an annual study meeting on the universal themes (art, spirituality, the meaning of life) that were most dear to him. An occasion to preserve and share his memory and to show our gratitude. For this reason , the Foundation had sdecided to propose in the context of each Eranos Tagung a Master Lecture hold by a renowned scientific personality active in the field of biolmedicine.

 

Synopsis
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Synopsis
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Una società che fa dell'immediatezza il suo principale alleato, tanto da definire "reale" quel tempo che si afferma annullando sé stesso, è una società che crede di poter fare a meno di tutte quelle strutture di intermediazione dove la creazione del valore (economico, sociale, individuale) emerge attraverso la dimensione diacronica del tempo della durata, anziché attraverso quella sincronica dell'istantaneità. In un simile quadro, si impone la questione di quale concezione di dèmos possa ancora risultare plausibile e se sia ancora possibile parlare di "popolo" in senso propriamente politico. Può esserci ancora humanitas (il termine con cui si nomina la solidarietà, la giustizia, l'uguaglianza, il riconoscimento e quindi l'inclusività) là dove l'individualismo delle nostre società sembra essere solo in grado di prestare attenzione alle necessità della particolarità? E senza humanitas può ancora darsi un dèmos così come lo hanno pensato idealmente le democrazie moderne? E ancora: se proprio non è possibile farne a meno, vi è modo di pensare la particolarità senza dover rinunciare all'universalità? Senza dunque cedere alle derive regressive ed esclusiviste dell'éthnos? L'odierna crisi della democrazia riflette l'affermarsi di rivendicazioni identitarie dove le ragioni della divisività fanno premio su quelle della coesione e della mutua responsabilità. Ma là dove una società perde il senso della comunità, quale idea di dèmos può ancora sopravvivere? ...

A society that makes immediacy its main ally, to the extent that it defines as 'real' that time which asserts itself by cancelling itself out, is a society that believes it can do without all those intermediary structures where the creation of value (economic, social, individual) emerges through the diachronic dimension of duration, rather than through the synchronic dimension of instantaneity. In such a context, the question arises as to what conception of dèmos can still be plausible and whether it is still possible to speak of 'people' in a strictly political sense. Can there still be humanitas (the term used to refer to solidarity, justice, equality, recognition, and therefore inclusiveness) where the individualism of our societies seems only capable of paying attention to the needs of particularity? And without humanitas, can there still be a dèmos as ideally conceived by modern democracies? And again: if it is really impossible to do without it, is there a way of thinking about particularity without having to renounce universality? Without, therefore, giving in to the regressive and exclusivist tendencies of éthnos? Today's crisis of democracy reflects the rise of identity claims where the reasons for division take precedence over those of cohesion and mutual responsibility. But where a society loses its sense of community, what idea of démos can still survive?

Une société qui fait de l'immédiateté son principal allié, au point de définir comme « réel » ce temps qui s'affirme en annulant soi-même, est une société qui croit pouvoir se passer de toutes ces structures d'intermédiation où la création de valeur (économique, sociale, individuelle) émerge à travers la dimension diachronique du temps de la durée, plutôt qu'à travers celle, synchronique, de l'instantanéité. Dans un tel contexte, la question se pose de savoir quelle conception du dèmos peut encore être plausible et s'il est encore possible de parler de « peuple » au sens proprement politique. Peut-il encore y avoir humanitas (le terme qui désigne la solidarité, la justice, l'égalité, la reconnaissance et donc l'inclusivité) là où l'individualisme de nos sociétés semble seulement capable de prêter attention aux besoins de la particularité ? Et sans humanitas, peut-il encore y avoir un dèmos tel que l'ont idéalement conçu les démocraties modernes ? Et encore : s'il n'est vraiment pas possible de s'en passer, y a-t-il un moyen de penser la particularité sans renoncer à l'universalité ? Sans céder aux dérives régressives et exclusivistes de l'éthnos ? La crise actuelle de la démocratie reflète l'affirmation de revendications identitaires où les raisons de la division l'emportent sur celles de la cohésion et de la responsabilité mutuelle. Mais là où une société perd le sens de la communauté, quelle idée de dèmos peut encore survivre ?...

Eine Gesellschaft, die die Unmittelbarkeit zu ihrem wichtigsten Verbündeten macht, so sehr, dass sie jene Zeit als „real" definiert, die sich selbst aufhebt, ist eine Gesellschaft, die glaubt, auf all jene Vermittlungsstrukturen verzichten zu können, in denen die Schaffung von (wirtschaftlichem, sozialem, individuellem) Wert durch die diachrone Dimension der Dauer und nicht durch die synchrone Dimension der Unmittelbarkeit entsteht. In einem solchen Rahmen stellt sich die Frage, welche Vorstellung von dèmos noch plausibel sein kann und ob es noch möglich ist, im eigentlichen politischen Sinne von „Volk" zu sprechen. Kann es noch humanitas (der Begriff, mit dem Solidarität, Gerechtigkeit, Gleichheit, Anerkennung und damit Inklusivität bezeichnet werden) geben, wo der Individualismus unserer Gesellschaften nur in der Lage zu sein scheint, auf die Bedürfnisse der Besonderheit zu achten? Und kann es ohne humanitas noch einen dèmos geben, wie ihn sich die modernen Demokratien idealerweise vorgestellt haben? Und weiter: Wenn es wirklich nicht möglich ist, darauf zu verzichten, gibt es dann eine Möglichkeit, das Besondere zu denken, ohne auf das Allgemeine verzichten zu müssen? Ohne also den regressiven und exklusivistischen Tendenzen des éthnos nachzugeben? Die heutige Krise der Demokratie spiegelt das Aufkommen identitärer Forderungen wider, bei denen die Gründe für Spaltung Vorrang vor denen für Zusammenhalt und gegenseitige Verantwortung haben. Aber wo eine Gesellschaft den Sinn für Gemeinschaft verliert, welche Idee von dèmos kann dann noch überleben?...

 

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Iscrizioni
Il Convegno è a numero chiuso. Per questa ragione, l'iscrizione è obbligatoria.:
info@eranosfoundation.org, o telefonicamente, al numero +41 (0)91 792 20 92
La quota di partecipazione è di CHF 50.- per l'intero Convegno e di CHF 25.- per le singole giornate.
Previa registrazione al simposio, è prevista anche una modalità di partecipazione a distanza.
 https://us02web.zoom.us/j/84861923211



Trasporto.
A Eranos non vi sono parcheggi per automobili. È possibile raggiungere Eranos con bus (n. 316) o il taxi da Ascona

Pranzi.
La quota per i pasti è di CHF 30.- /giorno. Si raccomanda di iscriversi poiché non ci sono opportunità di pranzare nelle immediate vicinanze.

Lingue
Le conferenze sono in francese, Inglese oppure in italiano a dipendenza del relatore

Registration
Please note that the Conference has limited places. For this reason, advanced registration is required:
info@eranosfoundation.org, or by phone at +41 (0) 91 792 20 92
The registration fee is CHF 50.- for the entire Conference and CHF 25.- for single day sessions.
Upon registration for the symposium, a distance mode of participation will be also provided.
 https://us02web.zoom.us/j/84861923211

Transport.
Please, note that there are no parking places at Eranos. You may reach Eranos from Ascona by bus (no. 316) or by taxi cab.

Lunches.
The fee for meals is of CHF 30.- /day,. It is recommended to register for meals because thjere are no opportunities nearby.

Language.
The conferences will be either in french, english or in italian language, depending on the speaker.

 

 

 

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Program / Programma

Giovedì 11 settembre / Thursday , September 11th

08h00-08h15 Registrazione e accoglienza dei partecipanti al Convegno / Registration and welcome of Conference participants / Inscription et Acccueil des participants à la Conférence / Registrierung und Empfang der Tagungsteilnehmer

08h15-08h45 FABIO MERLINI (Eranos Foundation, Ascona): Apertura del Convegno / Opening of the Conference / Ouverture de la Conférence / Eröffnung der Tagung


0845-0930 NNSPEAKER (xxLanguage)
"Title" (Part I)
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0930-0940 Pausa / Break / Pause / Pause

0940-1025 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part II)

1025-1040 Discussione / Discussion / Discussion / Diskussion
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1040-1105 Pausa caffè / Coffee break / Pause café / Kaffeepause

NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part I)

1150-1200 Pausa / Break / Pause / Pause
....................
NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part II)

1245-1300 Discussione / Discussion / Discussion / Diskussion

1300-1430 Lunch

1430-1515 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part I)


1515-1525 Pausa / Break / Pause / Pause

1525-1610 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part II)

1610-1625 Discussione / Discussion / Discussion / Diskussion

1625-1645 Pausa caffè / Coffee break / Pause café / Kaffeepause

1645-1930 Tempo libero / Free time / Temps libre / Freizeit

19h30 Hotel Ascona
Cena (riservata agli oratori e ai docenti) / Dinner (reserved to lecturers and faculty) / Souper (réservé aux orateurs et professeurs) / Abendessen (reserviert für Redner und Dozenten

Venerdì 12 settembre / Friday , September 12th

0830-0845 Accoglienza dei partecipanti al Convegno /
Registration and welcome of Conference participants / Inscription et Acccueil des participants à la Conférence / Registrierung und Empfang der Tagungsteilnehmer

0845-0930 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part I)

0930-0940 Pausa / Break / Pause / Pause

0940-1025 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part II)

1025-1040 Discussione / Discussion / Discussion / Diskussion

1040-1105 Pausa caffè / Coffee break / Pause café / Kaffeepause

1105-1150 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part I)

1150-1200 Pausa / Break / Pause / Pause

1200-1245 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part II)

1245-1300 Discussione / Discussion / Discussion / Diskussion

1300-1430 Pranzo / Lunch / Dîner / Mittagessen

1430-1515 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part I)

1515-1525 Pausa / Break / Pause / Pause

1525-1610 NNSPEAKER (CxxLanguage)
"Title" (Part I)

1610-1625 Discussione / Discussion / Discussion / Diskussion

1625-1645 Pausa caffè / Coffee break / Pause café / Kaffeepause

1645-1730 Tempo libero / Free time / Temps libre / Freizeit


19h30 HOTEL SEESCHLOSS ASCONA Aperitivo e cena inaugurale (riservata agli oratori e ai docenti)

 

Sabato, 13settembre / Saturday, September 13th

Sala delle conferenze di Casa Eranos / Lecture Hall of Eranos Hause / Salle de Conférences de la Maison Eranos / Eranos-Haus Tagungssaal

08h15-08h30 Accoglienza dei partecipanti al Convegno / Welcome of Conference participants / Acccueil des participants à la Conférence / Empfang der Tagungsteilnehmer

Seminario dottorale coordinato da / Ph.D. Seminar chaired by / Séminaire doctoral coordonné par / ließendes Mittagessen

Partenze / Departures / Departs / Abfahrten

 

 

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Profiles of Faculty and Abstracts

Relatori e Abstract / Lecturers and Abstracts / Conférenciers et résumés

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Rassegna Eranos school 20xx: Evento 01
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Monte Verità, dd.mm.20xx, hh:mm - hh:mm

 


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Monte Verità dd.mm.yy, ore 10:30 - 17:30:

TITLE

info@eranosfoundation.org

clicca qui per visualizzare il flyer PDF

XXX

ttt ita
ttt en

Synopsis
xxx

Relatori / Speakers
-
xxx,

 

 Iscrizione / registration
La partecipazione è gratuita; è richiesta l'iscrizione (info@eranosfoundation.org).
Seguirà un aperitivo aperto a tutto il pubblico.
-
Participation is free; registration is required (info@eranosfoundation.org).
Followed by an aperitif open to the public

- Il collegamento alla conferenza è gratuito
- The connection to the conference is free of charge

 Lingua / Language

- Il workshop è tenuto in lingua italiana

 

 

Clicca per la locandina / Click to download the PDF

 

Note sui relatori / Profile of speakers

Nnnn Nnnn
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Nnnn Nnnn
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Nnnn Nnnn
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Immagini

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Rassegna Eranos school 20xx: Evento 02
AAVV, "ttt",
AAVV, "'ttt"

Monte Verità, 00.00.2023, 00:00 - 00:00

 


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Coordinate: ddd oo mmm 2021, 00:00 -00:00,
Monte Verità, Ascona, Auditorio

Clicca per la locandina / Click to download the PDF

Iscrizione
l'iscrizione è è necessaria
- via e-mail, a 
info@eranosfoundation.org, o
- telefonicamente, al numero +41 (0) 91 792 20 92.
- la partecipazione è gratuita

Organizzazione/ Organisation
ttt

Relatori / speakers
Interverranno
- Nnnn Nnnn (affiliation) (

Sinossi / Synopsis
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Immagini

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TABELLA ESC 08.


Eranos Special event 01 2025:
Libertà e democrazia in caduta libera:
Locarno

22 gennaio 2026, Bibiteca cantonale

 



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Coordinates: Date, Place
22.01.2026, ore 1800 Biblioteca cantonale di Locarno
Fabio Merlini, Beatrice Magni, moderazione Stefano Vassere

Sinopsis
La preoccupazione per la libertà e la democrazia è forse l'ultimo privilegio di una comunità dello spirito al tramonto, dopo che tutta una storia da cui proveniamo ne ha fatto un ideale nei più diversi campi del vivere. La difesa di questi valori non rischia forse di diventare un esercizio astratto, proprio di intellettualità ormai distanti dalle urgenze quotidiane e dal ritmo frenetico che dominano le nostre esistenze? Forse, ancora solo il retaggio di una forma di vita che faceva dell'autonomia un modo per dare senso a sé e al mondo, immaginando in essa la condizione dell'emancipazione interiore ed esteriore? Chi ci assicura, infatti, che un giorno non guarderemo alla libertà e alla democrazia con lo stesso disincanto &emdash; o cinismo &emdash; con cui oggi consideriamo l'onore, la fedeltà, la memoria, la gloria? O che non saremo costretti a sacrificarle, per far fronte a emergenze estreme generate dal nostro stesso processo di civilizzazione e dalla sua razionalità ormai disfunzionale?

Insieme a Fabio Merlini, filosofo, Presidente della Fondazione Eranos e Direttore della Scuola Universitaria Federale per la Formazione Professionale (SUFFP) della Svizzera italiana, interverrà Beatrice Magni, Professoressa di Filosofia politica dell'Università degli Studi di Milano e Condirettrice della rivista "Biblioteca della Libertà". Con la moderazione di Stefano Vassere, Direttore delle Biblioteche cantonali.

 


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PDF program

 

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Eranos Special event 02 2026:
Ttttt
Luogo

dd mmmm 2026, Luogo

 



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Coordinates: Date, Place
dd-mmmm yy, Place, Authors

Sinopsis
xxxx

xxxx

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Eranos Special event 03 2026:
Ttttt
Luogo

dd mmmm 2026, Luogo

 



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Coordinates: Date, Place
dd-mmmm yy, Place, Authors

Sinopsis
xxxx

xxxx

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PDF program

 

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Eranos Special event 04 2026:
Ttttt
Luogo

dd mmmm 2026, Luogo

 



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Coordinates: Date, Place
dd-mmmm yy, Place, Authors

Sinopsis
xxxx

xxxx

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Eranos Special event 2025
Titolo

Monte Verità, dd.mm.yy

 



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Coordinate
dd.mm.yyy, Monte Verità ore 1800
click here to visualise the PDF Flyer

Introduzione
xxxtext

RELATORI
- NNN NNN

Costi, Iscrizione:
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Accesso gratuito, iscrizione obbligatoria:
info@eranosfoundation.org.

AVVISO:
xxx

 

 

 


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Eranos Special event 2023
Titolo

Monte Verità, dd.mm.yy

 



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Coordinate
dd.mm.yyy, Monte Verità ore 1800
click here to visualise the PDF Flyer

Introduzione
xxxtext

RELATORI
- NNN NNN

Costi, Iscrizione:
.
Accesso gratuito, iscrizione obbligatoria:
info@eranosfoundation.org.

AVVISO:
xxx

 

 

 


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PDF Program

 

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Eranos Publications 2023:
Pubblicazioni Eranos 2023©

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- Publication 1
- Publication 2
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Eranos Yearbook No xx years xxx:
title

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Coordinates:

Authors:

ttt

Publisher:

ttt

ISBN:

nnn

Pages:

nnn

Publication Date:

dd mmm yyyyy

Format:

Hardback

Price:

nn.- Sfr (indicative)

ORDER:

Monica@eranosfoundation.org

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Introduction:
ttt

Contents:
yyy ttt

yyy ttt


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Collana Eranos 2021
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Coordinates:

Authors:

nnn

Publisher:

nnn

ISBN:

nnn

Pages:

nnn

Publication Date:

nnn

Format:

nnn

Price:

nnn

ORDER:

nnn

Introduzione:
ttt

Contenuti:
-
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